Con Federica si cambia. Davvero.

20 Dicembre 2008

 

20 novembre – E’ vero, è tanto che non aggiorno questo sito. Me ne scuso con tutti i numerosi visitatori. 

Sono settimane intense, impegnative. Anche stancanti. Ma io sono molto carico. Dopo il bellissimo risultato delle primarie dei giovani, mi sono buttato a capofitto in un’altra avventura. 

Il 1° febbraio si vota per le primarie per la presidenza della Provincia di Pistoia. Ed il mio appoggio ed il mio sostegno va a Federica Fratoni, la ragazza che vedete nella foto qua sopra. 

Ho conosciuto Federica negli anni scorsi. Ho potuto apprezzare la sua simpatia, la sua umiltà, la sua notevole preparazione amministrativa, la sua sensibilità politica, la sua grande passione per le cose in cui crede, il suo entusiamo anche nei momenti di fatica.

Quando si è resa disponbile a questa avventura, sono stato molto contento.

Sento parlare sempre di rinnovamento, di cambiamento, di innovazione. Spesso a vuoto.

Però adesso ci siamo. Il cambiamento è possibile, è a portata di mano.

Federica incarna bene il messaggio di novità vera che ci ha guidato nel formare il Pd. 

Può essere un ottimo presidente della Provincia per un territorio che ha tanta voglia di guardare al futuro. 

Leviamo il “può”, io ne sono convinto.

La provincia cambia volto!

Federica Fratoni

Federica Fratoni


Una grande soddifazione… Grazie di cuore!

23 Novembre 2008

23 novembre – Sono passati due giorni dalle primarie dei Giovani Democratici.

E’ stata una bella giornata (non in senso metereologico!) di partecipazione.Ho seguito tutta la fase organizzativa di queste primarie nella provincia di Pistoia e, insieme a questo, il fatto di essere candidato mi ha permesso di vivere appieno ogni aspetto di questa avventura. Veniamo al mio risultato.

Sono risultato il più votato in tutta la provincia, con 168 voti di preferenza su 341 voti validi, pari al 49,1% dei consensi. A Pescia ho ottenuto il 79%, a Montecatini il 66%, a Quarrata il 72%. Sono stato eletto all’Assemblea Nazionale costituente dei Giovani Democratici.E’ risultato per certi versi sicuramente inaspettato, fortissimo nelle sue dimensioni e nel suo valore.

Ho saputo che mi hanno votato persone che neanche immaginavo che, dopo il loro voto, hanno motivato la loro scelta perchè volevano esprimermi l’apprezzamento per il lavoro compiuto in questi mesi, per il mio stile, in poche parole per la mia persona. E’ una cosa che sicuramente mi lusinga e di cui li ringrazio di cuore.Voglio ringraziare tutti i ragazzi e le ragazze che mi hanno scelto. A loro va il mio più sincero e forte grazie.Ma c’è un altro dato, sicuramente più importante di quello che mi riguarda personalmente.

368 ragazzi e ragazze hanno votato a queste primarie. Era un giorno feriale e alcuni seggi erano all’aperto, con l’acqua ed il vento che mettevano a dura prova non solo i gazebo ma anche i volontari che ci sono stati una giornata intera.

Nonostante questo 368 giovani hanno scelto di darci fiducia. Hanno scelto. Hanno impiegato parte del loro tempo per fondare il movimento giovanile democratico. A Pistoia sono dovuti anche stare in fila per votare.

E’ un’ottima partenza. Questo dato ci ripaga del lavoro che abbiamo compiuto in queste settimane. Mobilitazione, propaganda, allestimento dei seggi (dai permessi alla luce).Tutto fatto da giovani. Da universitari, da lavoratori, da ragazzi delle superiori.

E’ stata un’esperienza umana bellissima, che mi ha arricchito tanto e che ci ha unito ancora di più.E’ questa la soddisfazione più grande: quella di aver partecipato ad una bellissima avventura politica e umana. Adesso parte un bel viaggio, lo percorreremo coke sempre insieme.Grazie ancora, di cuore. 


Primarie, uno strumento non un fine

12 Novembre 2008

Un giornale locale mi ha chiesto di scrivere un piccolo articolo sull’istituto delle primarie. Lo pubblico ovviamente anche sul blog, premettendo che le mie considerazioni sul tema sono molteplici, ma ovviamente per motivi “tipografici” ho dovuto compiere un’analisi assai sommaria e contenuta. Non mancheranno occasioni, anche sul blog, per parlare più approfonditamente del tema.  

 

Se oltreoceano, negli Stati Uniti, le elezioni primarie hanno ormai una storia ed una tradizione consolidata (le prime primarie della storia si sono tenute nel 1842!),nel nostro Paese sono una novità molto recente e, almeno per ora, caratterizzante solo il centrosinistra. Sicuramente le primarie sono uno strumento di democrazia, che segnalano una consapevolezza: la scelta della candidatura alle cariche monocratiche (Sindaco, Presidente di Provincia,…) è veramente importante per un partito, che percepisce così tanto questa rilevanza da considerare necessario che essa venga compiuta non più negli organismi dirigenti ma tramite un coinvolgimento il più largo possibile.

In alcuni Paesi tale possibilità spetta solo agli iscritti del partito (le primarie c.d. “interne”) mentre in Italia il centrosinistra e soprattutto il Partito Democratico hanno scelto la formula più aperta, quella di far votare alle primarie non solo agli iscritti ma anche tutti coloro che si dichiarino elettori dello schieramento.

E’ una scelta indubbiamente coraggiosa e innovativa, che però viene da alcuni criticata affermando che, molte volte, le primarie consistono nella “ratifica” di ciò che hanno già deciso i gruppi dirigenti. Basterebbe ricordare il caso di Vendola in Puglia nel 2005, candidato che ha vinto le primarie pur non godendo certamente dei favori del pronostico, per capire che questa critica non sia vera. Questi due casi, insieme a tanti altri, ci insegnano che quando si conferisce agli elettori la possibilità di scegliere non c’è mai un risultato scontato o acquisito in partenza. Altro aspetto positivo da non sottovalutare è che le primarie sono uno straordinario momento di mobilitazione e di presenza quotidiana che porta i candidati e i partiti sul territorio molto tempo prima della classica campagna elettorale e che può consentire alle forze politiche di far conoscere ai cittadini idee, programmi e persone in grande anticipo. Non scordiamoci che anche Obama, inizialmente non certo conosciuto come Hillary Clinton, proprio tramite le elezioni primarie ha avuto mesi e mesi per farsi conoscere e per esprimere le proprie idee.

In Italia il PD è sicuramente l’unico partito che, nel proprio statuto (art.18), afferma con grande chiarezza che “vengono in ogni caso selezionati con il metodo delle primarie i candidati alla carica di Sindaco, Presidente di Provincia e Presidente di Regione”,ovviamente qualora vi siano una pluralità di contendenti. Una scelta forte che caratterizza questo nuovo partito, che è nato con le primarie (il 14 ottobre 2007) e che le intende ovviamente non come un fine in sé ma come un importante strumento di partecipazione che consente di scegliere le persone che gli elettori ritengano più adatte per portare avanti le idee programmatiche del loro partito.

Nonostante questo, al PD viene additata una presunta mancata coerenza nell’utilizzo delle primarie: meraviglia il fatto che tali critiche provengano dai partiti della destra che non celebrano da svariati anni un congresso nazionale e che scelgono i candidati alle cariche monocratiche nel chiuso di qualche stanza.


Un sogno diventa realtà

5 Novembre 2008

Il giorno è storico. Il risultato è grandissimo. Non solo per l’America ma per il mondo intero.

Non si spiegherebbero, sennò, le scene di giubilo che abbiamo visto in tv e le tante feste che si svolgeranno da qui a qualche giorno anche nelle mie zone. 

E’ vero, sicuramente la grande attesa per la presidenza Obama viene dopo 8 anni di Amministrazione Bush, che ci ha “salutato” con una crisi finanziaria devastante e dopo anni di politica estera unilaterale e spesso arrogante, che ha avuto il suo picco con la guerra in Iraq. 

Ma non possiamo dimenticare la carica di novità che porta con sè Obama e che è racchiusa nell’apertura del suo discorso di Chicago: 

“Se c’è ancora qualcuno che dubita che l’America non sia un luogo nel quale nulla è impossibile (…) questa notte ha avuto le risposte che cercava”. 

Barack Obama ha vinto una scommessa che all’inizio in tanti credevano impossibile. Perchè è un afroamericano. Perchè si è scontrato con un personaggio come Hillary Clinton e la sua forza. Perchè in tanti, nel suo partito, gli chiedevano di aspettare tra qualche anno.

Nonostante tutto questo, ha corso. Ci ha messo passione, entusiamo e tanto coraggio in questa avventura. La gente l’ha apprezzato e l’ha premiato.

Ha saputo mobilitare tanta gente, tanti giovani. Ha interpretato la voglia di cambiamento, di un cambiamento profondo e radicale che c’è. Non solo in America. 

Buon lavoro Presidente Obama!

Il lavoro che lo attende non è semplice, anche perchè le aspettative dei suoi sostenitori, fuori e dentro l’America, sono tantissime. 

Ma intanto già da oggi l’America e il mondo voltano, finalmente, pagina. 

 


Leggi sul mio blog i post dedicati a Obama negli scorsi mesi


Flash blog: è tempo di primarie

15 Ottobre 2008

Un anno dalle Primarie del PD, tre anni dalle Primarie dell’Unione… 

 

Ora le primarie dei giovani.

 

Poi quelle per i sindaci.

 

Basta non dimenticarci dei contenuti.

 

Basta che non diventano uno scontro personalistico ma un confronto tra idee e progetti. 

 

Se è così, allora ecco il vero spirito delle primarie…


Ci sono…

14 Giugno 2008

Sabato 15 giugno – Non sono scomparso… Ma è stata una settimana intensa, che mi ha visto affrontare un po’ a sorpresa una prova di inglese pre – laurea e concludere la Tesi. Sì, ormai ci siamo, manca davvero poco, a luglio concludo anche la laurea specialistica!

Non mancano anche gli impegni PD, tra Pescia e Pistoia.

Questa settimana abbiamo inaugurato il blog dei Giovani PD di Pistoia. Nell’esecutivo provinciale PD mi occupo della fase costituente dell’organizzazione giovanile e quindi sto seguendo la sua strutturazione. In questo senso, anche il blog è un piccolo mattoncino in questo percorso…

Ho fatto un saluto per il blog, lo inserisco anche qua perchè ho espresso alcuni concetti che vorrei condividere con te.

Un’altro piccolo passo nel percorso di radicamento dei Giovani Democratici pistoiesi non poteva che compiersi nell’universo di internet, un mondo che è veramente giovane.

Ci sono tanti blog. Anche a livello giovanile. E allora questo potrebbe passare inosservato?

Il rischio c’è, ma dipenderà da noi scongiurarlo. Da quanto funzionerà il nostro passa parola e da quanto riusciremo a riempirlo di idee e di contenuti.

Il blog si pone come momento di incontro, di confronto, anche oltre le nostre consuete riunioni.

Non può, non deve sostituirle. Ma è anche questo un mezzo per proiettarci all’esterno, per dire che ci siamo. Per dire che da quanto il Pd sarà veramente una casa accogliente e disponibile verso noi giovani dipenderà la riuscita, o meno, del progetto di questo nuovo partito.

Circa un anno fa, al Lingotto di Torino, Walter Veltroni lanciava la sua candidatura alle primarie del PD. Ecco un brano che mi è piaciuto particolarmente:

“Il Partito democratico, il partito dell’innovazione, del cambiamento realistico e radicale, della sfida ai conservatorismi, di destra e di sinistra, che paralizzano il nostro Paese.

Il Partito democratico, un partito aperto che si propone, perché vuole e ne ha bisogno, di affascinare quei milioni di italiani che credono nei valori dell’innovazione, del talento, del merito, delle pari opportunità. Quei milioni di italiani che nelle imprese, negli uffici e nelle fabbriche dove lavorano, nelle scuole dove insegnano, sentono di voler fare qualcosa per il loro Paese, per i loro figli. Quei milioni di italiani che si impegnano nel volontariato, che fanno vivere esperienze quotidiane e concrete di solidarietà. Quei milioni di italiani che trovano la politica chiusa, e che se provano ad avvicinarsi ad essa è più facile che si imbattano nella richiesta di aderire ad una corrente o ad un gruppo di potere, piuttosto che a un’idea, ad un progetto.”

Non aggiungo altro perchè in queste poche frasi credo che sia il senso del nostro essere qua.

Faccio solo una domanda: per realizzare tutto questo, non è indispensabile la nostra passione, il nostro entusiasmo, le nostre idee, la nostra voglia di fare e di essere protagonisti in questo progetto?

Io credo proprio di sì.


Tra la tesi e Obama…

8 Giugno 2008

Domenica 8 giugno – Come mai non aggiorno da molto tempo questo sito? Perchè ero super impegnato con la scrittura della tesi, che sta procedendo a ritmi spediti e che ormai ho quasi concluso. Il mio tempo di fronte al pc e stato quindi dedicato a questo importante obiettivo, di cui vi racconterò appena ci saranno risultati concreti.

Ma in questi giorni è successo un fatto veramente importante. Barack Obama ha vinto le primarie democratiche in Usa.

Già da tempo mi ero schierato in suo favore, non solo per il valore altamente simbolico di questa candidatura e di una vittoria che sembra quella di Davide contro Golia (in questo Hillary Clinton e la sua corrazzata mediatica ed elettorale).

Obama rappresenta una grande voglia di cambiamento. La sua coerenza nel no ad una guerra sbagliata come quella in Iraq, le sue parole nette nei temi economici…

Insomma, dopo 8 anni di amministrazione Bush che ha fallito sul piano economico(mutui e recessione adesso) e sul piano internazionale (Iraq) anche in America è ora di voltare pagina…

Yes, we can!


Berlusconi soffre i cattolici

18 Maggio 2008

Che dire? Non occorre commentare l’editoriale di Famiglia Cristiana di questa settimana, basta leggerlo… Qua sotto alcuni stralci.

“Non era mai accaduto nella storia della Repubblica, da De Gasperi a Prodi. È questa la vera svolta del Berlusconi IV: nel Governo non c’è un solo ministro cattolico dichiarato. Neanche uno che sia espressione di associazioni e movimenti le cui radici affondano nella dottrina sociale della Chiesa. Non ci sono più i comunisti, ma sono scomparsi anche i cattolici. Se Veltroni ha risolto d’un colpo la sovrabbondanza dei partiti, Berlusconi con l’esclusione di Casini e dell’Udc ha semplificato la storia di una Repubblica cresciuta nel segno della Dc.

Il Cavaliere soffre della sindrome dei cattolici. Ritiene che i “se” e i “ma” sulle questioni etiche (dalla vita alla famiglia, dalla pace all’ambiente, dalla giustizia alla legalità, dalla sicurezza all’immigrazione) possano rallentare il cammino del suo Governo, di basso profilo ma fortemente compatto, perché alla competenza si è preferita la fedeltà. Così, nonostante le resistenze, Alfano va alla Giustizia, e Schifani, da gregario, diventa la seconda carica dello Stato.

Ma davvero i cattolici sono inaffidabili? O la loro moderazione è un sano antitodo alla voglia di usare più i muscoli che la ragione? Non stiamo parlando di riserva indiana o di quote rosa: i cattolici sono ben radicati nel Paese e sanno conciliare le ragioni della politica con quelle dell’etica cristiana. In campagna elettorale Berlusconi s’è distinto per l’”anarchia dei valori”: di aborto e Dico non si doveva assolutamente parlare, mentre sugli immigrati nessuna remora all’arrembaggio.

È esattamente ciò a cui stiamo assistendo, in questi giorni, con l’effervescenza di Maroni, che a problemi seri (sicurezza e immigrazione) propone soluzioni semplicistiche, sull’onda dell’emotività. Che ne dice il competente Tremonti sul costo dell’espulsione degli immigrati clandestini e la totale scomparsa delle badanti? Se al Governo ci fossero stati Pisanu, Lupi o Formigoni avrebbero posto qualche interrogativo. Ma il Cavaliere e il principe leghista non li hanno voluti. Pisanu, in passato, s’era opposto alle bellicose intenzioni contro i “clandestini” in mare, che per lui erano invece “naufraghi da soccorrere”. E non parlava solo da cristiano, era l’espressione di una politica fondata sulla dignità umana, cui la classe dirigente cattolica e democratica era stata educata.”