24 Luglio 2008
Eh sì, anche la tesi è andata… Da ieri sono dottore in giurisprudenza, con una tesi in diritto finanziario dal titolo “Responsabilità amministrativa: contrasto agli sprechi ed alle inefficienze nella gestione delle risorse pubbliche”.
E’ andata veramente bene, visto che la commissione mi ha attribuito il massimo dei voti e la lode!
Oggi mi sto “riprendendo” dalla tensione del momento (qui una foto prima della discussione della tesi) e sto vivendo appieno la soddisfazione per questo traguardo. Dopo 31 esami è arrivata la laurea!
Presto metterò un po’ di foto online…
Intanto grazie a tutti, di cuore, per le espressioni di stima, affetto, amicizia che mi stanno giungendo in queste ore!
Marco
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Pubblicato da iocimettoilcuore
28 Giugno 2008
Sabato 28 giugno – L’altra volta promettevo che avrei aggiornato più spesso il blog. Ma tra la tesi (che consegno lunedì prossimo!), gli impegni con il PD e altre attività è stato un periodo veramente caldo…
Oggi sono stato all’assemblea regionale costituente del PD, a cui ero stato eletto alle primarie del 14 ottobre. Abbiamo approvato lo Statuto ed il Manifesto programmatico del PD della Toscana.
“Che noia – dirà qualcuno di voi – parla sempre di politica!”
Stasera invece voglio parlarvi di altro. Due anni fa successe un fatto che mi turbò molto: Gianluca Pessotto tentò il suicidio.
Ricordo ancora dov’ero quando lo seppi. La notizia mi lasciò di ghiaccio. Sinceramente Pessotto mi ha sempre ispirato simpatia: non un uomo da copertina, mai sopra le righe, corretto.
Seguivo ogni giorno i tg in attesa di buone notizie. Che sono arrivate, Pessotto ha vinto la partita più importante.
Pessotto ha fatto un libro su questa vicenda.
Ne ho letto una recensione: è un inno alla vita.
Ho trovato alcuni brani del libro. Non aggiungo altro, sono parole che parlano da sè.
«È stata dura, molto. Ora però sento che ciò che prima mi angosciava e deprimeva non può più abbattermi.
Quando tocchi il limite estremo della sofferenza, niente ti può più fare paura. Nemmeno la morte. Come tutti, ne ero spaventato, ma dopo questa esperienza non ne sono più schiavo, come non sono più schiavo del dolore.
Del dolore dobbiamo imparare a fare tesoro, trasformarlo in una risorsa preziosa, non restarne schiacciati».
«Dopo il trauma di due anni fa, mi sento un bambino che vede la luce per la prima volta. Sento la gioia pura di essere vivo. Ora mi occupo del dolore degli altri».
«Nella “prima” vita, avevo la sensazione di non fare più parte di questo mondo; ora ci sono rientrato. Sono rinato con una nuova energia, che mi permette di dare attenzione a tanti piccoli dettagli che in precedenza avevo trascurato.
Sono come un bambino che vede la luce per la prima volta e con stupore dà senso a ogni cosa. Sento la gioia pura di essere vivo, tutto mi emoziona».
Che dire? Pessotto dà una grande lezione sul senso e sul valore della vita, che può essere d’aiuto per tanti.
P.S. “La partita più importante” di Gianluca Pessotto (con Marco Franzelli e Donatella Scarnati). Rizzoli
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Pubblicato da iocimettoilcuore
23 Maggio 2008
Da Lucca Sette del 2005 un mio artiicolo sulla vicenda della ragazza 14enne violentata nella zona lucchese da vari giovani…
“In questi giorni, sulla stampa locale, abbiamo letto una vicenda davvero triste e significativa della nostra realtà attuale. In breve, ecco i fatti. Ben ventisei ragazzi della zona della Valdinievole e del Capannorese, sono accusati di aver abusato sessualmente di una ragazza sedicenne con problemi psichici, residente nella Valdinievole, in più occasioni. Da segnalare che ben 20 di loro sono minorenni. E’ stato un controllo dei carabinieri a far venire fuori questa storia, di cui si stanno occupando ben tre procure della Toscana, tra cui anche quella di Lucca. Tralasciamo, in questa sede, altre circostanze che aggravano ancora di più la situazione, di cui si occuperanno le autorità competenti. Fa meraviglia leggere sulla cronaca locale fatti che segnalano un vero e proprio degrado nella nostra realtà. Purtroppo, periodicamente, questi fatti avvengono in altre zone del nostro Paese, zone che hanno, magari, gravi problemi economici o presentano un elevato degrado sociale. Difficilmente, ci saremmo immaginati di leggere questi fatti nella nostra tranquilla zona.
Questa vicenda fa riflettere sotto diversi aspetti e non può passare inosservata. La prima domanda da porsi è se fra ben 26 giovanissimi nessuno si sia reso conto della gravità di ciò che stava accadendo. Sembrerebbe di no! Infatti il numero così elevato si spiega grazie al fatto che era iniziato un “passaparola” sulla ragazza in questione e, quindi, questa situazione probabilmente si protraeva da lungo tempo. E se non fossero per caso intervenuti i carabinieri, forse sarebbe continuata. Questa ragazza è stata usata come merce a “servizio” di più di venti persone. Valori come la dignità umana, il rispetto della persona, dove sono andati a finire? Non ci si fanno più alcun tipo di scrupoli? Tante volte, sembra di osare parlando del bisogno di quei veri valori che la nostra società sta perdendo. Fatti di questo genere dimostrano proprio questo, segnalano un’involuzione generale. Ciò è ancor più grave quando i protagonisti sono ben 20 ragazzi giovanissimi. Qual è l’educazione che ricevono? Cosa ha trasmesso loro il mondo in cui crescono? Che non ci possono essere limiti, che si può fare tutto?! Alcuni hanno segnalato che, in questa storia, i ragazzi agivano in “branco”, come a dire che così avevano perso i limiti, dandosi forza a vicenda. Ben 26 persone tutte sottomesse ai loro “branchi”, senza alcuna personalità?!
La ragazza, avvicinata davanti ad una discoteca, aveva problemi di salute mentale per cui era in cura. La sua famiglia dov’era? I servizi sociali hanno fatto tutto il possibile? Nessuno si è accorto di niente, solo i carabinieri in un controllo!
Da qualunque lato si guardi, questa è una storia di degrado sociale, in cui forse i colpevoli sono a loro volta vittime di un contesto sociale che sembra generalmente aver perso la bussola. L’individualismo imperante sembra impedire non solo di capire le ragioni degli altri, ma anche di rispettare l’altro, anche fisicamente.
Invece di vedere solo i dati economici di un territorio, sarebbe bene dare anche uno sguardo alla sua situazione sociale. Il disagio, giovanile e non solo, non manca nelle nostre ricche e prospere zone. Ma ciò non toglie che, forse, ci sia una grande povertà, non certo esteriore e materiale ma di valori e di principi che dovrebbero essere basilari. Questi fatti di cronaca sembrano segnalarci, dispiace dirlo, un imbarbarimento che è ancor più preoccupante per il fatto che ne sono protagonisti dei giovani, che sono il futuro della società ma che, da essa, ricevono molte volte solo esempi e modelli negativi.
Marco Niccolai ”
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Pubblicato da iocimettoilcuore